domenica 15 marzo 2015

Una riflessione che è anche un manifesto del womese e non solo

Questo l'articolo (http://www.eastjournal.net/contro-la-primazia-della-lingua-inglese-tomba-deuropa/52982) da cui trae spunto la mia riflessione.



L'articolo mi è piaciuto molto e ne condivido in gran parte i contenuti.

Dico il mio parere facendo solo 2 annotazioni.

1) Personalmente ritengo che la cultura artistico-umanistica abbia lo stesso valore di quella logico-scientifica e queste 2 parti della cultura non rappresentano una il passato e l'altra il futuro dell'Europa, ma sono entrambe sia il passato che il futuro dell'Europa, dato che la Scienza (moderna o stricto sensu) nacque in Europa in età moderna con Galileo Galilei (di cui Copernico era stato il precursore) e che l'arte è un desiderio così connaturato nell'uomo che è impossibile immaginare che non abbia futuro. Magari la narrativa ha visto il suo punto più alto nell'800, l'arte stricto sensu (pittura, scultura e architettura) nel Rinascimento in Italia, la musica ha espresso i suoi vertici con Mozart e Beethoven, ciò non toglie, tuttavia, che possa ancora essere prodotta buona arte, degna di essere "creata" e fruita. Esistono inoltre arti giovani come il cinema o i videogame che ancora, probabilmente, devono raggiungere l'apice ed altre (come lo sport) che raggiungono l'apice minutamente in singoli eventi, piuttosto che in periodi.




2) L'autore dell'articolo dopo aver scritto una splendida analisi per modestia non propone soluzioni lasciandole ad "altri più intelligenti”. Non penso di essere particolarmente intelligente, ma sul problema ho riflettuto a lungo per cui in questo specifico campo sono, se non esperto, perlomeno appassionato, cultore, comunque non un principiante. Da appassionato do quindi il mio parere.
Le soluzioni che la quasi totalità degli esperti e degli appassionati dà sono fondamentalmente 3:
I) l'utilizzo di una lingua moderna e in questo caso le possibili soluzioni proposte sono di solito l'inglese o lo spagnolo;

II) l'utilizzo di una lingua antica come il latino nella sua forma classica o variamente modificata;
III) l'utilizzo di una LIA (lingua internazionale ausiliaria), come l'esperanto o il womese.
Vediamo queste soluzioni partitamente.


I) L'utilizzo di una lingua moderna, quindi di una “lingua veicolare” richiede molto tempo per apprenderla e dà un vantaggio indebito ai madrelingua.
Le eccezioni delle lingue storico-naturali, quelle grammaticali innanzitutto, ma anche quelle lessicali (si pensi ad esempio ai contrari o antonimi dei termini che non si formano regolarmente in quasi nessuna lingua storico-naturale) pur essendo una ricchezza per i parlanti madrelingua sono un'inutile complicazione per chi voglia apprenderle come lingue veicolari e impongono un punto di vista molto peculiare e, almeno parzialmente, irrazionale, appiattendo la babele linguistica, che è una ricchezza, verso la lingua unica e, volenti o nolenti, verso il pensiero unico.

II) Il latino (ma ciò vale anche per qualsiasi altra lingua antica) può essere preso:
1) nella sua forma classica (o medievale): in questo caso ha gli stessi difetti delle lingue veicolari moderne, salvo il fatto che non viene favorito uno o più popoli, ma una ristretta èlite colta (ed ecclesiastica), l'unica in grado di produrre tale lingua oralmente ad un livello linguisticamente accettabile;
2) in una forma modificata e semplificata, per esempio togliendo i casi o riducendo ad 1 le declinazioni e/o ad 1 le coniugazioni; in questo caso il latino diventa una LIA ma perde la sua sinteticità; ciò non avviene se si riducono ad 1 sola le declinazioni e le coniugazioni ma permane la difficile adattabilità di un lessico che ha molte ridondanze e sovrapposizioni; in passato ci sono stati tentativi in tal senso come il “latino sine flexione” di Peano ma non hanno avuto grande successo; io stesso mi sono occupato delle declinazioni del latino nella LIA “latin-womese” presente nel volumetto “Differenze grammaticali dei primi womesidi”, mentre per la coniugazione bisognerebbe fare un lavoro palingenetico come quello proposto nel “ruman-womese”, presente nello stesso volumetto (fra qualche mese disponibile anche su Amazon). Non ho provato a scrivere l'intera LIA, ma la mia impressione, suffragata da una mia seppur parziale conoscenza del latino (al liceo ero bravo in questa materia), è che la bella lingua di Virgilio mal si presta, soprattutto da un punto di vista lessicale (ma anche come terminazioni che verrebbero stravolte, soprattutto quelle delle coniugazioni) ad un'operazione del genere.

III) La terza opzione, cioè una LIA artificiale creata appositamente per la comunicazione internazionale, è nettamente preferibile da un punto di vista che non è solo il mio ma è stato autorevolmente sostenuto da illustri umanisti come Umberto Eco (per esempio nel suo libro “La ricerca della lingua perfetta nella cultura europea”).


La LIA ideale, a mio modesto avviso, deve essere:
1) multiculturale: il womese ha questa caratteristica, dato che si può scrivere potenzialmente in tutti gli alfabeti del Mondo, purché vengano opportunamente modificati affinché vi sia una corrispondenza biunivoca con l'alfabeto latino che rimane il principale (ad ogni lettera dell'alfabeto latino deve corrispondere 1 ed 1 sola lettera di ciascun alfabeto modificato e viceversa, mentre i suoni rimangono gli stessi in tutti gli alfabeti): ho portato a termine con successo quest'operazione sia con l'alfabeto cirillico che con quello greco;
2) simmetrica cioè paritarista per quanto riguarda il genere: in womese ci sono 3 generi grammaticali: maschile (-o), femminile (-a) e neutro (-e) che corrispondono sempre col genere naturale e in cui il neutro prevale;
3) ordinata cioè:
a) agglutinante: caratteristica che il womese condivide con l'esperanto da cui deriva;
b) con il contrario lessicale che si forma regolarmente con un prefisso: caratteristica che il womese condivide con l'esperanto da cui deriva (ma in womese il prefisso è “fi-”, non “mal-” che si presta a fraintendimenti per i parlanti lingue neolatine);
c) con la qualità lessicale assente o intermedia che si forma regolarmente con un prefisso: in womese a-/an- (il secondo solo davanti a vocale), caratteristica presente solo in parte in esperanto, dove “ne-” non è così diffuso come “a-/an-” in womese, né nelle grammatiche esperanto è specificato che è universalmente utilizzabile come si deduce inequivocabilmente dalla grammatica womese;

4) con un lessico stabile e consolidato: il womese accoglie quasi totalmente, seppur con qualche piccola modifica grafica e/o fonetica, il lessico esperanto, a sua volta coincidente in gran parte con quello latino e neo-latino;
5) espandibile: il womese è stato concepito in vista di possibili espansioni future sia nel lessico che nella morfo-sintassi che, eventualmente, nella fonologia; tali espansioni e/o modifiche possono avvenire in determinati congressi [sulla cui periodicità si discuterà quando e se il womese si diffonderà] su base democratica, avendo presente la facilità e la coerenza del sistema o possono essere determinate dall'uso);

6) tollerante: il womese è, programmaticamente, una “lingua tollerante”, a più livelli, con un nocciolo duro di regole da non trasgredire, ma con molti elementi opzionali per adattare la lingua ad usi diversi, sempre col limite della facilità e coerenza complessiva;
7) esteticamente bella e/o fine: il womese ha questa caratteristica dato che il neutro che è prevalente finisce per -e e dato che gli aggettivi nella loro forma standard finiscono in -eze (e quindi in “-e”).

Per tutti questi motivi il womese è la LIA ideale ed è migliore dell'esperanto da cui deriva e che, finora, rappresentava la migliore soluzione per la comunicazione internazionale e paritaria fra i popoli e le culture.

sabato 7 marzo 2015

Grammatica 2.4 e Preghiere cattoliche

Dal 3 al 5 marzo ho pubblicato:
1) l'edizione 2.4 di "Grammatica e Semantica Womese-Italiano"
che si può trovare su:
a) www.lulu.com/spotlight/mikelo
b) www.womeze.org
c) www.mikelogulhe.org

2) l'edizione 1.2 di "Preghiere cattoliche in Womese" che si può trovare su:
a) www.lulu.com/spotlight/mikelo
b) www.womeze.org

Tutti e 2 i libri dovrebbero aver raggiunto la loro edizione definitiva e, fra qualche mese, saranno disponibili anche su Amazon.

Michele

P.S. ricordo che l'edizione virtuale dei libri sul womese è e sarà sempre gratuita!

martedì 17 febbraio 2015

Preghiere cattoliche in Womese edizione 1.1

Il 12 febbraio 2015 ho pubblicato l'edizione 1.1 (probabilmente definitiva) di "Preghiere cattoliche in Womese".
Si può trovare in:
1) www.lulu.com/spotlight/mikelo in versione virtuale (gratuita) e in versione cartacea;
2) it.womeze.org nella sola versione virtuale (gratuita).
Buona lettura,
Michele

venerdì 6 febbraio 2015

Grammatica womese 2.3 e preghiere cattoliche in womese 1.0

Fra giorno 5 (S. Agata) e giorno 6 (S. Paolo Miki) del mese di febbraio 2015 ho pubblicato l'edizione 2.3 della "Grammatica e Semantica Womese-Italiano" e l'edizione 1.0 delle "Preghiere cattoliche in Womese".
Entrambe si possono trovare in:
1) www.lulu.com/spotlight/mikelo in versione virtuale (gratuita) e in versione cartacea;
2) it.womeze.org nella sola versione virtuale (gratuita).

La sola grammatica si trova anche nel mio sito personale:
3) www.mikelogulhe.org (o mikelogulhe.weebly.com ).

Buona lettura,
Michele

sabato 31 gennaio 2015

Grammatica Womese, edizione 2.2

Oggi, 31 gennaio 2015, festa di San Giovanni Bosco, ho pubblicato l'edizione 2.2 della "Grammatica e Semantica Womese-Italiano". Dovrebbe essere - dato il mio perfezionismo il condizionale è d'obbligo - l'edizione definitiva della mia grammatica.
Al solito è possibile scaricare la versione gratuita dai seguenti siti:
http://www.womeze.org
http://mikelogulhe.weebly.com
http://www.lulu.com/spotlight/mikelo 

Saluti womisti a tutti,
Michele